Visualizzazione post con etichetta Immigrati/e. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Immigrati/e. Mostra tutti i post

26/02/10

Nostra iniziativa: Primavera Antirazzista

Casa Internazionale delle Donne e
Coordinamento donne contro il razzismo

Domenica 7 marzo 2010
Piazza Campo de’ Fiori - dalle ore 11 al tramonto

Primavera antirazzista
VOCI DI DONNE MIGRANTI E CITTADINE
Mostre e libri, stand informativi, spettacoli di cinema, teatro, musica
Saranno presenti le produttrici agricole del Progetto Rea Silvia della Regione Lazio

Programma:
Presentazione dell’iniziativa da parte del Coordinamento
Intervento dell’associazione Insieme Zajedno
Intervento di lavoratrici e lavoratori di Rosarno, Ass. Da sud
Campagna per il Nobel alle donne africane
Balli popolari in piazza, a cura dell’ Ass. Cemea
Pranzo preparato dalle donne della scuola Carlo Pisacane e dell’ Ass. Asinitas
Campagna Nastri Verdi di sostegno alle lotte delle donne iraniane
Intervento dell’ Ass. Be Free sul CIE di Ponte Galeria
"RetroviaNapoli"
Canzoni ispirate da donne, Stefania Tarantino (voce), Letizia Pelosi (chitarra)
I bambini di Capoverde: campagna per la ricostruzione della scuola
Intervento Ass. Asinitas, proiezione di video
Letture teatrali da Quelle voci dal vuoto (ed. Jacobelli)
Proiezione del video "The Chain of Love" (Mamme a catena)
Voci di donne dalla Bolivia - Donne per la solidarietá Onlus
Interventi musicali

Aderiscono le associazioni del Coordinamento Donne contro il Razzismo: Assolei, Candelaria, Donne a colori, Donne capoverdiane in Italia, Donne per la pace, Dhuumcatu, Imed, Insieme Zajedno, Le Nove, Madri per Roma Città Aperta, Monteverde antirazzista, No.Di: I nostri diritti, Spirit Romanesc, Quinoa, Trama di terre. Ed inoltre: Arci, Asinitas, Be free, CGIL di Roma e del Lazio, Coordinamento Donne della CGIL di Roma e del Lazio, Da Sud, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Lunaria, Filipino Women’s Council, Mosaico di pace, Donne africane in Italia (SODEFAID), Wilpf-Italia.

Saranno distribuiti materiali di documentazione dei Dossier Immigrazione, Caritas/Migrantes

Con il patrocinio della Presidenza della Provincia di Roma


* * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Nessun essere umano è illegale
Dichiariamo la nostra intolleranza al razzismo,la nostra volontà di abbattere muri e frontiere per affermare una cittadinanza globale.
Le politiche razziste sono sempre più pratiche per governare la crisi economica.
In assenza di politiche anticrisi l'unica risposta è la riduzione di libertà e diritti. Come fermare altrimenti le resistenze se non ingabbiando la società, producendo separazione e odio razziale? Misure che colpiscono in particolare i/le migranti ma riguardano tutti e puntano a dividere e a rompere i rapporti di solidarietà tra le persone, alimentando la paura e rendendo tutti più ricattabili. Le politiche razziste contro l’immigrazione alimentano e si combinano con nuove forme di razzismo popolare , fondate su stereotipi e pregiudizi contro “lo straniero e il diverso”.
Il risultato è una democrazia dimezzata, perché ogni forma di discriminazione è il contrario della democrazia; vogliono imporci una cittadinanza e quindi anche una società chiusa e esclusiva, in cui tutte, native e migranti, stentiamo a riconoscerci. In molte lingue – anche l’italiano - i cncetti di "straniero", "strano" ed "estraneo" hanno la stessa radice linguistica. Oggi come ieri "lo straniero - l'estraneo" è chi non rientra in quei parametri di "normalità" che qualcuno ieri come oggi ha stabilito.
Noi ci sentiamo straniere in questo Paese dove siamo nate, perché ci sentiamo estranee a tutto ciò che oggi questo Paese vuol rappresentare. Dichiariamo ancora che finché ci sarà il sessismo ci sarà anche il razzismo: anzi, è proprio il sessismo che ha aperto la strada al razzismo, rendendolo ovvio, naturale: ambedue sono ideologie discriminatorie costruite sul corpo che esprimono il sistema di potere che governa le relazioni tra maschi e femmine, tra bianchi e neri. L’intreccio tra sessismo e razzismo dimostra come si rafforzino a vicenda utilizzando l’uno gli strumenti dell’altro.
Le donne sono state usate per dichiarare guerra ai migranti e i migranti, a loro volta, sono stati usati per chiarire che le donne italiane appartengono agli uomini italiani. I maschi italiani ne sono usciti senza macchia, sdoganati - al solito - come “brava gente”: il mostro è fuori di noi, il mostro è l’altro.
In questi anni abbiamo lavorato in tante, per aprire il nostro paese al mondo e alle tante diversità. Il nostro stare insieme, ciascuna con la propria soggettività, rielaborando insieme il nostro essere nate in Italia o altrove, le nostre esperienze migratorie o le nostre differenze, è già un condividere, un’alternativa allo svilupparsi di un nuovo razzismo.
E’ ora di alzare le voci di tutte contro le politiche e le retoriche razziste, contro la precarizzazione delle vite.

Coordinamento donne contro il razzismo

18/01/10

Segnalazione: Dopo Rosarno, Annamaria Rivera

Editoriale su "Liberazione" del 15 gennaio 2009


Quel che fa impressione, di questo paese alla deriva in ogni senso, non è solo il razzismo ormai senza freni, né soltanto il compimento di un processo che chi scrive aveva puntualmente previsto: cioè la saldatura fra razzismo istituzionale e razzismo popolare (o "di massa", se preferite). Ciò che colpisce di più è l'impotenza della sinistra comunque aggettivata: impotenza al tempo stesso teorica e politica, coniugata con una tale perdita della memoria da far pensare a una sindrome patologica. Di fronte alla caccia all'uomo e alla deportazione delle vittime della violenza mafioso-padronal-popolare di Rosarno, il meglio che si è letto, sul versante delle voci non marginali, è l'indignazione stupefatta di chi sgrana gli occhi di fronte al fatto che "per la prima volta un'intera piana del sud è stata sgomberata da tutti gli uomini con la pelle nera che la popolavano" (Gad Lerner). Ciò che fa specie è quel "per la prima volta". Abbiamo già dimenticato la strage di camorra che il 18 settembre 2008 uccise a Castelvolturno sei lavoratori africani e un italiano, nonché le dichiarazioni ignobili di Maroni (anche allora) e la caccia ai migranti "irregolari" che ne conseguirono? Già ci siamo lasciati alle spalle il pogrom di Ponticelli, ispirato dalla camorra e da interessi economico-istituzionali (anche centrosinistri), con la cacciata dell'intera popolazione rom della zona a pietrate e insulti popolari? Eppure Ponticelli metteva in scena il più classico esempio di pogrom: la propalazione, ad opera della camorra, di una "voce", modellata sulla leggenda della zingara rapitrice d'infanti; l'accusa e la condanna di una giovane romnì innocente; il furore e la violenza popolari; l'espulsione dal territorio di tutti gli zingari. E Ponticelli a sua volta ripeteva il copione di Scampia: in quest'altro quartiere della periferia napoletana, nel lontano 2000, per due giorni bruciarono le favelas dei rom, dove si erano rifugiati profughi non riconosciuti, fuggiti dalla guerra civile in Jugoslavia. O forse inconsciamente si crede che i rom siano meno umani perfino dei "negri"?

Se poi volessimo allungare lo sguardo all'indietro, di episodi simili ne troveremmo a decine all'epoca in cui dilagava la sindrome sicuritaria centrosinistra, fomentata e/o cavalcata ad arte da governanti e amministratori democratici. Questo per dire che, per chi avesse voluto coglierli, i segnali del precipitare di questo infelice paese verso il baratro del razzismo c'erano tutti già da lungo tempo. Per ribadire che, quando hanno governato, le "forze democratiche" hanno colpevolmente favorito la saldatura della quale abbiamo detto ed evitato come la peste di varare misure per rendere meno vulnerabili i senzadiritti, il che ha spianato la strada ai post-nazisti che oggi ci governano.

Inoltre, che i braccianti di Rosarno siano "uomini con la pelle nera" è assai poco rilevante. Se fossero stati bianchi, olivastri o gialli, il trattamento loro riservato, in quel contesto ambientale e storico definito, sarebbe stato lo stesso. La "razzizzazione", come sa chi ha studiato i dispositivi del razzismo e conosce la storia dell'antisemitismo, ignora i confini fenotipici. Vedrete: quando a Rosarno, a Castevolturno o in Capitanata, risulterà più utile impiegare come forza-lavoro servile braccianti in nero di nazionalità marocchina, rumena o bulgara, al momento opportuno sarà contro di loro che verranno scatenate le accuse e la "caccia al nero". Come del resto è già successo. A Cassibile, per esempio, quando nei primi di giugno del 2006 un rogo distrusse la baraccopoli dove erano costretti ad alloggiare i braccianti maghrebini (non neri, fino a prova contraria), impiegati nella raccolta delle patate. Già quel caso mostrò che violenze, "rabbia popolare" e operazioni di polizia per individuare, espellere o arrestare i "clandestini" sopraggiungono, puntuali come la morte, nella fase finale della raccolta, quando diminuisce la domanda di manodopera.

Non è dunque il colore della pelle a scatenare i pogrom bensì lo status di meteci, di senzadiritti o con diritti limitati, ai quali, oltre tutto, sono imposte condizioni disumane di lavoro e di esistenza. L'"errore" di questi lavoratori è stato il mostrare che, malgrado ogni cosa congiuri a de-umanizzarli, essi restano umani. Ribellandosi, oggi come l'anno scorso, le "bestie" hanno esibito tutta intera la loro umanità. E' questo ad essere intollerabile. Non solo per la 'ndrangheta, per il ministro dell'interno, per gli agrari locali, piccoli o grandi, ma anche per i "comuni cittadini" che socializzano e scaricano il proprio rancore contro capri espiatori moralmente e materialmente de-umanizzati.

Le "bestie" sono capaci di farsi soggetti, perfino di ribellarsi. L'impotenza e l'insipienza della sinistra politica e sindacale risaltano ancor di più di fronte alla capacità di ribellione spontanea (quindi talvolta controproducente) dei troppo umani: perché in tutti questi anni quasi nessuno ha saputo o voluto organizzarla e indirizzarla?

10/06/09

'Segnalazione': Incontro 'Migranti, non criminali'

ARCI, CGIL e
Magistratura democratica

vi invitano a:

"MIGRANTI, NON CRIMINALI"
Argomenti e testimonianze contro la criminalizzazione dell'immigrazione

Roma, 11 giugno 2009, ore 16
Residence di Ripetta, Via di Ripetta 231

Coordina: Filippo Miraglia
Introducono: Angelo Caputo e Piero Soldini

Interventi di: Paolo Beni, Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Luigi Ferrajoli, Roberto Natale, Livio Pepino, Morena Piccinini

Per informazioni:
Claudio Graziano resposabile immigrazione ARCI di Roma
tel 3356984279-0641734712
www.arciroma.it

28/05/09

'Nostre iniziative': Incontro sulle migrazioni il 5 giugno


Il Coordinamento donne contro il razzismo;
la Casa Internazionale delle Donne, Area Cultura;
e il Master in Politiche dell'Incontro e Mediazione Culturale in contesto migratorio, Università degli Studi Roma Tre
vi invitano all'incontro:

Contesti migratori nel mondo globale. Esperienze a confronto

Casa Internazionale delle donne
5 giugno 2009 ore 17,00

Coordinatrice: Maria Palazzesi

Relatrici:
Prof.ssa Maria Vittoria Tessitore: "La mediazione culturale: modalità di inclusione sociale"
Igiaba Scego: "Il cerchio narrativo: il rifugiato tra racconto e speranza"
Susanna Cavallo
Flavia Piperno: "Madri migranti: dare voce al disagio, rilanciare le opportunità"
Barbara Petrini: "The New Yam Festival: dimensione rituale e patrimonio mitico dei/lle nigeriani/e igbo"

Interventi previsti:
Victoria Chioma Ezewoko Ibe, Rhodah Mashavave, Doris Catalina Mendoza Vega, Astier Tesfamariam, Winta Zerai
(Corsiste del Master in Politiche dell'Incontro e Mediazione Culturale in contesto migratorio, Università degli Studi Roma Tre)
Maria Emanuela Galanti: "Per una rete di gruppi di auto-aiuto sui problemi della maternità a distanza"

26/05/09

'Appuntamenti': Aderiamo al sit-in davanti al Cie di Ponte Galeria, venerdì 29 maggio

Il 28, 29 e 30 maggio prossimi si riuniranno qui a Roma i ministri degli interni e della giustizia degli 8 principali stati capitalisti. Discuteranno e decideranno delle vite di milioni di persone, ed in particolar modo di chi in occidente è ben accett* solo se e fin quando serve ad ingrossare l'esercito degli sfruttati.

E' la popolazione migrante a pagare il prezzo piu' alto della crisi, subendo infami ricatti lavorativi, clandestinita' obbligata e il razzismo costruito dalle istituzioni attraverso il terrorismo dei media e leggi infami. La detenzione nei lager chiamati C.I.E., la deportazione nei paesi di origine, il respingimento di massa e la reclusione nei campi di concentramento in Libia come in Marocco, sono la risposta che l'Europa di Schengen ha scelto di voler dare alla questione della migrazione. Nell'odierno clima di propaganda xenofoba si inserisce l'aggressione squadrista di venerdi' scorso a Villa Gordiani ai danni di membri della comunita' bengalese, un'intimidazione razzista legittimata dall'ostilita' e l'ostruzionismo attraverso cui le istituzioni locali (Comune e Municipio VI) hanno posto ripetuti ostacoli burocratici ai festeggiamenti del capodanno Bangla non garantendo la liberta' di espressione di migliaia di cittadini di Roma e innescando una spirale di odio per il diverso.

Negli ultimi due mesi solo nel centro di Ponte Galeria hanno perso la vita un uomo (Salah Souidani) e una donna (Nabruka Mimuni), entrambi vittime della brutalita' della Polizia di Stato e della complice indifferenza della Croce Rossa Italiana. Sono questi due apparati militari a dividersi la responsabilita' della gestione di questo lager della democrazia, in qualita' di esecutori materiali delle politiche di discriminazione e sterminio applicate all'interno e all'esterno di esso.

In entrambe le occasioni i prigionieri e le prigioniere del C.I.E. hanno dato inizio ad uno sciopero della fame e dieci giorni dopo la morte di Nabruka riescono ad evadere due persone delle tre che ci avevano provato, mentre all'interno la polizia si accanisce su un recluso a caso, pestandolo a sangue.

Per venerdi' 29, durante i giorni del G8 su sicurezza e immigrazione, lanciamo un appello cittadino a partecipare ad un presidio solidale sotto al C.I.E. di Ponte Galeria, con amplificazione e microfono aperto agli interventi di chiunque voglia comunicare con i/le reclus*.

Facciamo sentire a chi e' prigionier* dietro quelle sbarre la solidarieta' di tutt* coloro che non sono piu' dispost* a tollerare l'esistenza di questi lager, ne' le torture e gli omicidi di stato che si vorrebbero occultare al loro interno.

L'appuntamento è dalle 17 nel parcheggio della fermata "Fiera di Roma" del trenino per fiumicino aeroporto (via gaetano rolli lorenzini angolo via cesare chiodi)

SOLIDARIETA' CON I/LE MIGRANTI IN LOTTA
CHIUDERE I C.I.E. SUBITO
NESSUNA GALERA, NESSUNA FRONTIERA
CONTRO IL G8 SIAMO TUTTE/I CLANDESTINE/I

Compagne e Compagni antirazziste/i

'Segnalazioni': dibattito sulla tratta delle donne

La Rete Internazionale delle Donne per la pace
vi invita a partecipare all'incontro

Dietro i respingimenti. La tratta delle donne

Roma, 28 Maggio ore 11.30-13.30
Casa Internazionale delle Donne
partecipano:

Carmen Bertolazzi, Associazione Oria d'aria
Daniela Conti, UISP
Oria Gargano,associazione Be free
Djamila Andrade, Marcia mondiale per la Pace e la nonviolenza (Mozambico)
Francesca Filippi, Differenza Donna
Patrizia Salierno, Progetto Rwanda-Rete Internazionale Donne per la Pace
Francesca Koch, Casa Internazionale delle donne

Coordina
Raffaella Chiodo, Rete Internazionale delle Donne per la Pace e Centro Benny Nato


L'incontro è promosso dalla Rete Internazionale delle donne per la Pace con l'obiettivo di affrontare il fenomeno della Tratta delle donne in Italia e nel mondo, grazie al contributo di donne che lavorano su questo tema e che operano da tempo a stretto contatto con le donne migranti dei Centri di Identificazione ed espulsione tra cui quello di Ponte Galeria. L'iniziativa sarà anche l'occasione per introdurre diffondere l' informazione e sviluppare la sensibilizzazione dell'opinione pubblica su questo fenomeno nella Regione dell'Africa Australe. In particolare in Mozambico. Verrà infatti, sviluppata una speciale messa a fuoco su questo caso, che vede da tempo impegnate le locali reti delle donne come la WLSA (Women and Law in Southern Africa) ed altre, così come istituzioni nazionali,
regionali ed iinternazionale, nella prevenzione e denuncia del traffico di esseri umani e in particolare di donne prevalentemente minori, destinate allo sfruttamento sessuale da parte di organizzazioni criminali in previsione dei Mondiali di calcio 2010 che si svolgeranno in Sudafrica.

08/05/09

'Campagne': Il Coordinamento aderisce a 'Da che parte stare' e alla manifestazione di Milano




MILANO – 23 MAGGIO 2009
MANIFESTAZIONE NAZIONALE

CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO!
Campagna Nazionale “Da che parte stare”

La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il “pacchetto sicurezza” inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

Il razzismo istituzionale colpisce duro: il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona parte dei media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si indirizza prevalentemente contro i “clandestini” ma criminalizza tutti i migranti giustificando il loro sfruttamento. La proposta di un “contributo” per il rinnovo dei permessi – che si aggiunge al furto dei contributi previdenziali e pensionistici che non possono essere ritirati – mostra che il salario dei migranti è considerato risorsa sempre disponibile. Si tratta di denaro che, con quello di tutti i lavoratori, pagherà nuovi Centri di identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla scuola e al welfare pretendono di rinchiudere tutte le donne tra le mura domestiche, riservando alle migranti solo un posto da “badanti”. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze: tutti hanno mutui e affitti da pagare, l’incubo del giorno dopo. Il razzismo istituzionale impedisce però ai migranti di sperare persino nelle già povere “misure anticrisi”. Ammortizzatori sociali, piani edilizi, bonus bebè non li riguardano: devono solo pagare, e farlo in silenzio. L’abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie è l’espressione più meschina di una strategia che vuole produrre una clandestinità politica oltre che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli e delle figlie dei migranti senza documenti pone un’ipoteca sulle prossime generazioni. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, la risposta deve essere altrettanto forte. È ora di scegliere DA CHE PARTE STARE, e tutti e tutte siamo chiamati in causa. Le organizzazioni autonome dei migranti, che in questi anni hanno tenuto alta la lotta contro la legge Bossi-Fini, le associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo. Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno più ricattabili. È tempo di ritessere il filo della solidarietà, di avviare in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta capace di opporsi a un attacco alle condizioni di vita che colpisce prima di tutto i migranti, ma non solo i migranti.

È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI. Per questo, facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per una mobilitazione che arrivi a una grande manifestazione nazionale il 23 maggio a Milano, una città del nord dove più evidenti sono le caratteristiche dell’offensiva del razzismo istituzionale e più marcati gli effetti della crisi. Affinché gli effetti della legge Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi, NOI CHIEDIAMO:

- che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro;

- che i migranti, così come tutti quei lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori, partecipino alla pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano salvaguardati i contributi che hanno versato;

- che i migranti e tutti i lavoratori possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella stessa condizione, perché sappiamo che un migrante senza contratto di locazione è un lavoratore clandestino;

- il mantenimento del divieto di denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture sanitarie e della possibilità di registrare la nascita dei loro figli;

- il ritiro della proposta di un permesso di soggiorno a punti e di qualunque tipo di “contributo” economico, sia esso di 80 o di 200 €, per le pratiche di rinnovo dei permessi.

- il blocco della costruzione di nuovi centri di identificazione ed espulsione, l’utilizzo dei fondi stanziati per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la cancellazione di ogni norma che preveda l’allungamento dei tempi di detenzione, la chiusura dei CIE.

- la garanzia di accesso al diritto d’asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una legge organica in materia.

PER ADESIONI: da.che.parte.stare@gmail.com

SITO INTERNET: www.dachepartestare.org

FACEBOOK: cerca tra gli eventi “Da che parte stare – Milano 23 Maggio 2009”

Coordinamento immigrati Brescia
Coordinamento migranti Bologna e provincia
Rete migranti Torino
MayDay Milano
Impronte – Rete per la libertà di movimento Roma
Rete 28 aprile
Associazione Città migrante – Reggio Emilia
Coordinamento migranti FIOM-CGIL – Parma
Coordinamento lavoratori immigrati CGIL – Reggio Emilia
Coordinamento immigrati CGIL – Brescia
Coordinamento migranti FIOM-CGIL - Bologna
Associazione diritti per tutti – Brescia
Sportello Illegale CSOA Gabrio – Torino
Cittadinanza globale – Verona
Coordinamento migranti Terza Italia – Senigallia
Coordinamento migranti basso mantovano
Sinistra critica - movimento per la sinistra anticapitalista
Laboratorio femminista Kebedech Seyoum
CSOA Casaloca – Milano
Coordinamento Nord sud del mondo
Associazione culturale "Carlo Giuliani" - San lazzaro - Ozzano (BO)
Comitato di solidarietà con profughi e migranti – Torino
Asociación Real Juvenil – Milano
Case di Plastica – Milano
Assocafé (Asociación Cultura Arte Fuerza al Exterior) – Milano
Associazione Antigone – Milano Città Aperta
Sinistra Critica – Milano
Rete Antirazzista Campana
Coordinamento Immigrati Bergamo
Lavoratori migranti FIOM - Bergamo
Rete Antirazzista Catanese
CUB
Coordinamento migranti Verona
Le radici e le ali ONLUS – Milano
Carta
Agenzia per la Pace –Valtellina,Valchiavenna e Alto Lario
Rete Milano Città Aperta
Ass.ne Todo Cambia – Milano
Coordinamento Nazionale Migranti FIOM
Sinistra critica Calabria
Sinistra critica Firenze
Il Coordinamento lavoratori della Scuola "3 ottobre"
Cobas Scuola – Cosenza
Associazione Arcobaleno insieme senza frontiere – Sondrio
Associazione I Rom per il futuro – Torino
SdL intercategoriale
Csa Magazzino 47 – Brescia
Sinistra critica – Mantova
Scuola Popolare Migranti – Cologno Monzese
Partito della rifondazione comunista Sinistra Europea
Partito della rifondazione comunista Lombardia
Partito della rifondazione comunista - Federazione di Milano
Associazione ALFABETI Onlus – quartiere S. Siro Milano
Rete italiana di solidarietà con il popolo kurdo – Milano
Comunità kurda – Milano
L'Alternativa – San Paolo d'Argon (Bg)
Rete nazionale sicurezza sul lavoro – Ravenna
Associazione culturale Umoja – Parma
CISDA FVG – sportello operativo Coordinamento Italiano Sostegno Donne
Afgane – Trieste
USI
AIT – Lavoratrici e lavoratori anarchici
Casa editrice agenzia X
Coordinamento donne contro il razzismo
Unione Migranti Sondrio
Coordinamento Rifugiati e Migranti di Amnesty
NAGA – Milano
Centro Interculturale Donne Native-Migranti Trama Di Terre – Imola
Associazione Interculturale Dawa – Modena
Cantiere - Milano
Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo
Comitato in supporto dei rifugiati di Milano
Attac – Napoli
Associazione Ambulatorio Medico Popolare di Via dei Transiti 28 – Milano
Attac Italia
Coordinamento Attac – Milano
Laboratorio sociale "la città di sotto" – Biella
Associazione Itaca – Corsico
Confederazione Cobas – Torino
Collettivo Climax – Milano
Associazione vittime ed ex vittime della tratta del Progetto la
ragazza di Benin City
Network antagonista torinese
Radio Ciroma – Cosenza
Centro delle Culture Milano
Terre Libere – Lista per la Provincia di Bologna
Area programmatica Lavoro Società - CGIL nazionale
Comunità Carlo del Prete
Giovani Comunisti – Milano
Rete 25 aprile- partigiani in ogni quartiere
Assolei Sportello donna Onlus – Roma


ADESIONI INDIVIDUALI

Roberto Vassallo – RSU FIOM – Almaviva finance – Milano
Antonello Tiddia - RSU Carbosulcis rete 28 aprile CGIL
Guerrino Donegà – Resp. Dipartimento Politiche Sociali e Immigrazione
CGIL - LECCO
Vincenza Perilli – Bologna
Silvio Messinetti (Avvocato)
Davide Colace – Cosenza
Sandra Cangemi (Giornalista) – Milano
Antonio Fusaro
Alessio Tenaglia
Maddalena Celano
Bruno Ambrosi
Chiara Dall’Asta
Alma Masè – Trieste
Simona Valmori
Issa Diallo – Verona
Thiam Mbaye NIANG – Venezia
Luciano Muhlbauer
Umberto Bardella
Stefano G.Ingala (Responsabile cittadini Immigrati PRC Biella)
Marco Sansoé - Laboratorio sociale "la città di sotto", Biella
Riccardo Casolo (medico)
Cristina Liverani - Sindacalista CGIL E.R
Igor Gianoncelli - segretario FILLEA CGIL Sondrio
Massimiliano Piacentini – Lucca

31/03/09

Appuntamenti: Assemblea immigrati/e domenica 5 aprile

ASSEMBLEA NAZIONALE
DEGLI IMMIGRATI E DELLE IMMIGRATE
Dalle ore 10.00 alle ore 15.00
Via Galileo 57, Roma


“Per riuscire a cambiare realmente le nostre vite in Italia, in
Europa occorre una presa di parola, forte e decisa...
da parte nostra"

Il 15 febbraio scorso un gruppo di cittadini/e immigrati/e si è incontrato a Firenze, un appuntamento pubblico, perché eravamo e siamo convinti che solo a partire da un confronto e da una discussione seria sulla necessità di opporci, con determinazione, all´onda razzista, xenofoba e discriminatoria che il governo ha sapientemente alimentato con i suoi annunci, provvedimenti e decreti, potremo dare un senso alla protesta che giustamente viene da più parti in questo particolare momento. Non abbiamo dubbi che questa linea politica sia la continuazione di quanto posto in essere dai passati governi di centro sinistra e destra, che insieme hanno creduto che andare incontro alle richieste di quella parte della cittadinanza italiana, che si ritiene "doc" e guarda con disprezzo chi è diverso, fosse elettoralisticamente producente. Questa politica del governo è fatta, anche, per disorientare il resto della popolazione italiana convincendola attraverso un bombardamento mediatico dell´esistenza di un terribile nemico facilmente individuabili tra i cittadini/e immigrati/e e cittadini rom.

Abbiamo deciso a Firenze di rivederci a Roma per proseguire il nostro cammino, che parte da lontano: dall´esperienza nell´associazionismo, nei sindacati e anche nel percorso che alcuni di noi ha fatto nel CII (
Comitato Immigrati in Italia). Ci siamo dati il compito di proseguire nel coinvolgimento di quella parte della cittadinanza che non ritiene umanamente accettabile il comportamento e le scelte del governo in materia di immigrazione, oltre al maggior numero possibile di immigrati/e. Noi che, come i milioni di immigrati nel mondo, negli USA e nella fortezza Europa, abbiamo fatto nostro lo slogan: "qui siamo e qui rimaniamo", siamo convinti che solo una presa di coscienza chiara e decisa potrà ridarci la forza per difendere la nostra dignità ed il ruolo che svolgiamo in questo paese, e crediamo sia giunta l´ora di chiamare gli immigrati/e e gli italiani/e antirazzisti/e a costruire resistenza, ad attrezzarci per difendere i nostri diritti, che sono i diritti di uomini e donne che non si arrendono alla marcia vergognosa di un governo che segrega, fa sparire, e condanna all´incertezza migliaia di persone, un governo che insiste nell'imporre il loro concetto di "italianità".

La nostra proposta è questa: incontriamoci, parliamo, discutiamo del nostro futuro, insieme poniamo le basi per costruire la più ampia unità possibile di tutte e tutti gli immigrati/e, senza dimenticare che solo costruendo organizzazione e soggettività riusciremo a contrastare l´invisibilità, la clandestinità e saremo finalmente protagonisti della nostra vita, del nostro futuro, capaci di incidere in ambito sociale, economico e politico e di costruire alleanze e convivenza fraterna con i cittadini italiani. Riteniamo questo appuntamento, un passaggio decisivo, per decidere in forma assembleare e partecipata, quale organizzazione o soggetto, quali strumenti e quali metodologie usare per attuare le iniziative necessarie per ottenere, come cittadini immigrati, rispetto dei nostri diritti e garanzia di sicurezza e giustizia sociale per noi e per l´intera società, della quale siamo una parte importante.

Promuovono:
Unione Cittadini Immigrati Roma, Movimento Migrantes Y Familiares MFAM - Ass. Todo cambia Milano - Comitato Immigrati Napoli - Ass. Dhuumcatu ­ Lega Albanesi Illiria - Ass. Filippini Roma - Comitato Immigrati Roma - Ass. Sunugal Milano ­ Ass Insieme per la Pace ­ Ass Mosaico Interculturale - Federazione Senegalesi della Toscana - SdL intercategoriale ­ Ass. FOCSI (Roma); Ass. Bangladesh (Roma); Uai (Como); Centro delle culture (Milano); Ass. Punto di partenza; Movimento lotta per la casa (Firenze); Ass. El Mastaba (Firenze); Ass. Arcobaleno (Riccione); Sunugal (Milano); FAT; Studio 3R di mediazione; Centro delle culture (Firenze); Andres Barreto (Roma); Vojslao Stojanovrc (resp. Immigrazione PRC­Torino); Mohamed Badaoui - ass. interculturale Todo Cambia (Milano)...

Referente: Andrés Barreto, tel. 3402392099, Roma